domenica 11 febbraio 2018

L'ignoto

da: Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters - pag.245 - Einaudi

Voi anime piene di aspirazioni, ascoltate la storia dell'ignoto
che giace qui, senza lapide a segnarne il luogo.
Da ragazzo, temerario e stordito,
mentre bighellonavo con un fucile in mano per la foresta 
vicino alla fattoria di Aaron Hatfield,
sparai su un falcone appollaiato sulla cima di un albero morto.
Esso cadde con un grido gutturale 
ai miei piedi, un'ala spezzata.
Poi lo misi in una gabbia 
e qui visse molti giorni gracchiando rabbiosamente contro di me
quando gli offrivo del cibo.
Ogni giorno io cerco nei regni dell'Ade
l'anima del falcone, per potergli offrire l'amicizia
di uno che la vita ha ferito e messo in gabbia. 

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venerdì 26 gennaio 2018

GRUPPI DI APPARTENENZA

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Ho spesso parlato dei gruppi chiusi (quelli che non amo per nulla), ai quali se non appartieni non esisti. 
Parlare di questa realtà, però, non è semplicissimo e si rischia di inoltrarsi ed impantanarsi, in discorsi complessi poichè essa deriva da caratteristiche umane fondamentali o, quantomeno chi la analizza, così afferma. 

Si sente discutere molto di unità, di unicità, di ricomposizione. Soprattutto a livello spirituale. Ogni grande religione ci intrattiene sull'importanza di comprendere la necessità dell'unità, della compassione, della relazione profonda ed empatica. Salvo poi affermare di esserne unica depositaria e di possedere l'unica strada possibile verso il Divino e la Verità.
Elaborando poi, di fatto, le giustificazioni morali ed etiche per comportamenti umani terribili e cavalcando le peggiori divisioni e dicotomie che l'umanità stessa riesca a concepire.

Tale contraddizione profonda si riverbera, riversandosi sulla società e divenendo comportamento, proprio perchè inserita profondamente a fondamento del nostro programma vitale ed educazionale.
Ed allora si hanno i gruppi a cui se non appartieni sei fuori dal mondo, le mode, gli atteggiamenti più o meno generalizzati, le congreghe e le lobbies.

Le greggi che sembrano imporre con la propria stessa presenza i comportamenti e che, in realtà, sono guidate verso i loro ovili e macelli.
Sembra essere inserita nel carattere umano tale modalità. Proprio perchè essa viene impartita con il latte materno e posta a fondamento del buon-vivere: appartenere ad un gruppo, essere qualche cosa, qualcuno. cristiano, buddista. Americano, Italiano, lombardo … altruista, vegano, comunista, mormone o che altro. 
Ed i gruppi si intendono come portatori di fiaccole, coacervi di assolute verità innegabili e sacre. I suoi componenti si parlano solo fra loro, con i propri specifici linguaggi, per allusioni e rimandi. Esserne fuori fa, di chi abbia la sventura di esserlo un essere inferiore o quantomeno lontano dal giusto.

Trattasi di qualcosa molto simile alle sette in realtà, nulla di diverso da quelle che, con prosopopea e roboanza, il mainstream sistemico, quotidianamente condanna.

Comunque la colpa è sempre al di fuori di NOI, che siamo nel giusto e amiamo il bello. Che abbiamo capito, mentre il resto del creato si dibatte nell'ignoranza.

Sembra ovvio da questa dissertazione che la verità sia fuori da questi comportamenti, ma l'affermarlo porterebbe alla creazione di un sottogruppo di coscienti e quindi non lo farò.

Meglio sarebbe aprirsi, ascoltare, accettare… accarezzare con curiosità e considerazione i diversi equilibri dell'umana capacità di comprendere. Giocando con le ipotesi e comprendendo quanto esse siano, in realtà, descrizioni parziali del medesimo principio; e questo dovrebbe valere sempre, per qualsiasi articolazione del pensiero e dell'azione umana.

Rosa Bruno

sabato 13 gennaio 2018

Perchè devi essere: il più bravo, il più forte, il più figo...

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La competitività è profondamente inserita nel programma operativo a fondamento di questo sistema; viene 'distribuita' a piene mani sin dalla più tenera infanzia, in ogni livello e sovrastruttura sociale, dalla scuola, ai rapporti relazionali ed allo svago sino alla famiglia stessa. È subdolamente radicata nel pensiero umano tanto da essere confusa con una caratteristica genetica, ma essa è palesemente indotta.
Ci accompagna con le sue nefandezze in tutta la nostra esistenza, nutrendo invidia, gelosia e sensi di colpa. 
È la giustificazione principale dell'ineluttabilità di questo modello sociale, tessuto connettivo e fondante del Pensiero Unico... spacciata e regalata in ogni dove, con estrema facilità ed entra come base in tutti i peggiori vizi dell'umanità.

Uno dei primi passi per la maturazione spirituale è superarla... e spesso, nonostante le pretese e le auto-dichiarazioni, questo risulta difficile e, il più delle volte, vano.

Sicuramente essa non è messa in dubbio, a volte nemmeno in discussione, in molti pretesti social-relazionali che gli umani definiscono come 'alternativi'. 
La mancata comprensione di questa problematica è una delle ragioni dei numerosi fallimenti nella crescita spirituale dell'umanità intera.

Rosa Bruno

domenica 24 dicembre 2017

Il mio augurio: Fermarsi, ascoltare ed ascoltarsi... Giorni buoni a tutti.

«Ascoltare profondamente è sapersi fermare e sapersi far pervadere da ciò che si ascolta, diventando uno con esso, che provenga dall'interno o dall'esterno di noi».

da: "Un ascolto profondo" di Thich Nhat Hanh


lunedì 18 dicembre 2017

Inarrestabile distruzione

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Povera umanità, prigioniera della propria stessa miseria, avvolta in una materialità che la condanna all'incomprensione ed al silenzio dell'empatia.

Il disagio di un nulla di fatto che si ripete nella storia con una ciclicità preoccupante.
Il disagio di una ricorrenza dell'imbecillità, di questa madre di cretini sempre incinta, ma che qualcuno continua ad ingravidare.

Per i molti quello che abbiamo intorno è una conquista, a me appare come una lunga strada verso il degrado, fatta di scelte sbagliate che portano ad altre persino peggiori.

Siamo imprigionati in una falsa immagine che definiamo tecnologia e scienza ma che, in realtà, con la sua artificiosità, con la sua incompatibilità ci sta portando verso un gigantesco buco nero.

R.B.

lunedì 11 dicembre 2017

Cupi pensieri

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Come potremo salvare questo pianeta?

Sarà davvero difficile farlo con questa umanità attaccata alla sua superficie. Sì perchè ci comportiamo come fossimo la sua malattia, incurabile.
Non la vedo più la speranza, purtroppo, vedo invece troppa inutile competizione, troppa aridità. Dio è morto o ha girato la testa dall'altra parte per non vedere, per non intervenire.

Molti sostengono che sia il bene che il male provengano dall'unica fonte, ma l'umanità pare essere pericolosamente sbilanciata verso l'oscurità e la negatività.
La volontà, la voglia di cambiare di migliorare non c'è e non la vendono da nessuna parte. Nemmeno in offerta in occasione del Natale.

Siamo, in un modo o nell'altro tutti nel gregge, tutti uniformemente imbruttiti… o disperati e soli.
Qualcuno dirà che la speranza non deve morire, che l'ottimismo ed il pensiero positivo sono indispensabili… certo lo si ripete da millenni, ma cosa è cambiato? Nulla mi pare!
Il denaro, il consumismo sfrenato, il materialismo e l'egoismo rendono l'umanità, ogni giorno che passa, meno umana e sempre più moltitudine e marasma.

Il cattivismo diventa filosofia ricorrente, la guerra e l'odio l'unico linguaggio condiviso. Non mi piace questa umanità. Non più. Ho la netta sensazione che essa corra senza alcun freno verso un burrone fatto di incompatibilità con la natura, di genocidio animale, di distruzione sistematica della propria stessa tana… Unico animale tanto folle da fare questo.

Come potremo salvare questo pianeta? Come potremo salvarci... da noi stessi? 

Rosa Bruno

lunedì 27 novembre 2017

Sì, libero...

«La perfezione mi fa schifo, mi repelle. Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati dalla società mi fanno venire il vomito. Fottuti manichini di carne, senza personalità o amore per se stessi. Stessi vestiti, stessa musica, stesse espressioni, stessi cibi, stesse scopate, stesse auto, stesse vite, e alla fine?... Stessi suicidi neurali di massa. Perché vivere come un automa è senza ombra di dubbio un suicidio. Quando tutti si è uguali, Tutti si è nessuno. La perfezione è un uccellino in gabbia che vive, mangia, caga e muore con il solo scopo di essere ammirato. Lo voglio libero, spiumato, infreddolito, denutrito ma libero...»

[Charles Bukowski]


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domenica 19 novembre 2017

La necessaria maturazione

Ho sempre pensato che i compromessi sul benessere animale fossero monumenti all'ipocrisia. L'animalismo come "atteggiamento" è molto diverso da quello come "comportamento e scelta di vita". Essere parte del tutto e comprendere che ogni particella di vita lo è altrettanto è molto diverso dal "generico senso di colpa" di gruppi di ex onnivori annoiati. 
Comprendere che la fine del genocidio animale è un passo indispensabile per una civiltà diversa e per una visione altra è fondamentale anche per la crescita spirituale che siamo qui per portare a termine.

La nostra maturazione come Umanità passa da questa coscienza, dalla capacità di capire di non essere gli unici portatori della scintilla... gli unici figli dell'Anima Mundi.

Rosa Bruno

sabato 18 novembre 2017

Caccia e dintorni...


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Rifletto su Donald Trump e sulla revoca del divieto d'importazione negli USA di trofei derivanti dalla caccia all'elefante. Certo, non mi stupisco, sta nel personaggio, si adatta al suo profilo; uno così li ama i safari e ci tiene ad esibire i suoi trofei.
La mia riflessione però si allarga, partendo dagli elefanti a tutta la caccia ed a tutto il mito “dell'uomo cacciatore” a questo suo preteso diritto allo sterminio di ciò che ancora non ha iniziato veramente a comprendere.
Apice della creazione? Ma davvero?
La Caccia è prepotenza pura, gusto dell'ammazzare, mitologia del sangue, nella caccia si perpetua l'arroganza, la prepotenza, la prevaricazione. L'idea malata che la morte possa essere divertente, uno sport.
Quest'anno come gli altri anni si sprecano le storie d'assurdità derivanti da questo folle e macabro diletto. Perchè poi, quando hanno in mano un fucile, si trasformano, diventano tutti marines e vanno sparacchiando ovunque a destra a manca a qualsiasi cosa viva o che si muova...ma anche se non si muove, fa lo stesso.
L'Atteggiamento del cacciatore è prepotente, fanfarone, auto-giustificatorio.
Stanno, e questa volta lo dico, stanno, perchè non c'entro con questo e non voglio entrarci se non per manifestar loro il mio disprezzo, stanno contribuendo alla distruzione del pianeta. Come possiamo pretendere che sia pace se per sport acconsentiamo alla morte ed al piacere di procurarla. Come potrebbe un cacciatore essere mentalmente sano?
La caccia rientra fra le brutture umane, certo non l'unica, ma fa parte di un pensiero -e qui torniamo a Donald Trump- che lo rappresenta.
Quello stesso che poi produce i gruppi di supremazia bianca che lo portano al potere, che qui da noi giustifica il fascistume putrido e la prepotenza razzista. Stesso solco, medesimo pensiero e medesima logica.
Un aspetto del genocidio animale fra i più odiosi, fra i meno giustificabili, ammesso che ve ne siano di accettabili... e lo dubito.
Che siano gli elefanti è odioso, ma non da meno sono i pettirossi, i cigni imperiali, i passerotti, i fagiani e le quaglie. O quei Leprotti deliziosi che incontro attraversando le mie campagne quando il divieto di caccia me lo permette. Non da meno sono le nutrie, che pure hanno diffuso e importato e che ora sterminano, perchè danno loro fastidio!
La caccia è un rapporto malato con il pianeta, con i nostri fratelli Anima-li. È la glorificazione della miseria umana.

Rosa Bruno

venerdì 6 ottobre 2017

In cammino... e in crescita


La consapevolezza di sè è fondamentale nella coscienza del tutto; credo sia importante sapere dove si è e quale sia la propria fase di crescita.
Senza nascondersi dietro una falsa modestia e senza supponenza che nutra l'Ego, sapersi riconoscere è parte della coscienza.

Se tutto parte dall'umiltà necessaria ad apprendere e ad ascoltare, riconoscere le proprie possibilità è parte dell'auto-coscienza indispensabile alla comprensione completa.

Il maestro è prima di tutto cosciente di esserlo e non solo per riconoscimento esteriore, ma per sapienza interiore innata.

Rosa Bruno

giovedì 5 ottobre 2017

Storie Zen -- Lava la ciotola



Un novizio appena entrato in un monastero Zen, era tutto compreso del suo nuovo destino e continuava a fare domande per seguire al meglio la disciplina.

Giunse anche dinanzi al maestro e gli chiese: "Sono appena entrato nel monastero e vorrei giungere quanto prima alla liberazione. Cosa devo fare?".

Il maestro allora gli chiese se quel giorno aveva pranzato. "Sì", rispose il novizio, attendendo una grande rivelazione. "Bene -fece il maestro- allora lava la ciotola!".

***
Mia riflessione:
Il cammino per la liberazione non ha bisogno di gesti eclatanti, ma di riempire i gesti quotidiani, anche quelli più semplici e umili, del loro vero significato.
Il novizio si attendeva chissà quale rivelazione, mentre le regole da seguire per raggiungere la liberazione sono veramente poche e semplici.
C'è anche chi attende continuamente i miracoli, ovvero fatti soprannaturali, apparizioni, profezie, ecc. per credere al divino, mentre non si accorge dei veri miracoli che continuamente avvengono attorno a sè.

Il vero miracolo non è volare in aria o camminare sulle acque, ma camminare sulla terra! 😉

sabato 23 settembre 2017

1.000.700 ... e briscola!

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E' nato quasi per gioco... 10 aprile 2010. Sette anni! Non avevo ben chiaro cosa ne avrei fatto; come e quanto lo avrei tenuto "in vita". Ma col passare del tempo mi ha appassionata sempre più, in fondo era una mia creatura e un po' gli volevo anche bene! 

Poi, uno alla volta, siete arrivati voi e siete tanti: 463!
Ed è stato bello conoscervi, attraverso i commenti... devo ammettere che qui ho trovato persone davvero belle.
In questi anni abbiamo chiacchierato amabilmente, scambiato saluti, pareri, opinioni... con qualcuno si è anche discusso, ma sempre in maniera intelligente perchè questo spazio è stato sempre ben frequentato... 

Ad un certo punto però, ho vacillato, ho trascurato la mia creatura... ed anche voi!
Ma, malgrado le mie lunghe e frequenti assenze, ogni volta che torno qui a postare un mio pensiero (scorrendo le statistiche del blog) ritrovo i più affezionati.
E mi accorgo solo ora che questo piccolo (non)luogo è stato visitato oltre 1.000.700 volte! (e chi se l'aspettava!)

Insomma, questo è per ringraziarvi! Un grande GRAZIE a tutti voi! 
Un grazie lungo sette anni! :)

martedì 19 settembre 2017

SCELTE DI VITA

Che fatica (e che rottura di zebedei!) essere messi di continuo alla gogna per aver operato delle scelte diverse e contrarie dalla massa!

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Trovo questa nuova polemica fra carnivori e vegani, su chi sia maggiormente asservito alle Major e comunque alle mode, infantile e sciocca. Arriva ad estremismi demenziali come l'affermare che il veganismo sia una moda indotta da una ipotetica lobby della soja. Una moda radical-chic per anoressici potenziali annoiati.

Per contro un certo visceralismo dei “fanatici vegani” presta il fianco alla pesante ironia decisamente strumentale dei carnivori.

È innegabile che il sistema, e comunque il mercato, tenda a cavalcare ed appropriarsi di qualunque fenomeno, ma fra questo e la generalizzazione insulsa c'è un abisso.
Credo che molti, come me, siano vegani per amore e per scelta e credo anche che questo comportamento sia, nella maggioranza dei casi accompagnato da una coscienza sociale e da una fortissima empatia. Non sono affatto convinta, sebbene si cerchi di farlo passare per una sorta di dieta, che l'atteggiamento “salutista-naturista” sia quello prevalente, quantunque questo risvolto sia importante e ben presente nella scelta senza “proteine animali”.

Spero che a muovere questa scelta, non sempre facilissima, siano motivazioni spirituali ed etiche, come è stato per me.

Sono lontana, malgrado sia radicale per quanto riguarda le mie scelte, dalla partecipazione attiva a questa disputa, non mi interessa. Come per molti altri comportamenti ritengo che essi passino da una maturazione personale, individuale e che diventino contagiosi per esempio virtuoso e non per predicazione.

Di mio scelgo, di evitare prodotti marcati e pubblicizzati, leggo le etichette con attenzione, scelgo prodotti etici e lontani, dove possibile, dalla grande distribuzione. Evito con cura la vocazione tardiva e speculativa del sistema verso quella che tentano di ridurre a moda. Valorizzo l'autoproduzione, cucino i miei cibi ed evito le "scorciatoie" precotte. Dove sia costretta all'acquisto di prodotti pre-lavorati o confezionati, scelgo l'artigianale, la nicchia, il prodotto a km 0. 
Perchè una scelta di vita è tale se orienta la nostra esistenza… ed io l'ho operata a monte, molti anni fa e per motivi che nulla hanno a che vedere con alcuna moda o comportamento collettivo.

L'unica cosa che spero davvero divenga virale è l'attenzione alla vita, l'amore per l'unicità dell'esistenza… la condivisione del pianeta con i nostri fratelli Anima-li.

Rosa Bruno