venerdì 17 settembre 2010

Perchè non destinare i soldi sequestrati alla mafia alla scuola pubblica?


fonte: www.gliitaliani.it

di Marco Barone
Sul sito del Ministero dell’Interno (LINK) si legge che in tema di sequestro di beni alla mafia, il Ministro Maroni vuole ripianare i tagli alle Forze dell’ordine con le somme del Fondo unico di giustizia sostenendo che «Spero che entro la fine dell’anno le risorse possano arrivare a 2 miliardi e mezzo»
In sostanza l’obiettivo è di arrivare a 2 miliardi e mezzo entro la fine del 2010 per ripianare, con i soldi in contanti sequestrati alla mafia e alle altre organizzazioni criminali e custoditi nel Fondo Unico di giustizia, i tagli subiti dal ministero dell’Interno.
Questo è l’obiettivo dichiarato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha risposto ad una interpellanza urgente alla Camera dei deputati presentata dai deputati Lo Presti e Bocchino.
«Nel Fondo – ha dichiarato Maroni – confluiscono le somme e i titoli che vengono sequestrati nel corso delle operazioni contro la criminalità organizzata. Al primo settembre di quest’anno risultano intestate al Fondo risorse per un valore di 2 miliardi e 200 milioni di euro. Soldi che sono stati recuperati e che possono essere immediatamente riutilizzati. Quanto ai titoli sequestrati, la legge di recente approvata in Parlamento, ci permette di venderli» e di monetizzare il ricavato.

«La legge – ha spiegato Maroni – prevede anche le procedure di assegnazione di questo tesoro. Confido che, grazie a questo provvedimento, sia possibile ripianare le riduzioni di bilancio che sono state fatte anche al ministero dell’Interno. Sono risorse straordinarie che noi abbiamo tolto alla mafia. Spero che entro la fine dell’anno – ha concluso il ministro – queste risorse possano arrivare a 2 miliardi e mezzo in modo da compensare le riduzioni e aumentare la disponibilità dei finanziamenti da mettere a disposizione delle Forze dell’ordine».
Maroni ha ricordato che :
«in due anni e quattro mesi di vita del governo – ha riferito il titolare del Viminale – il valore complessivo dei sequestri supera i 13 miliardi di euro, due volte e mezzo in più rispetto al periodo precedente. Le confische dei beni sono aumentate, raggiungendo un valore di 3 miliardi circa».
Come è noto il mondo della Scuola è stato oggetto di rilevanti tagli che hanno comportato lo stato di disoccupazione per tantissimi docenti c.d.precari, che hanno comportato condizioni di disagio strutturale nelle scuole, che hanno comportato in sostanza una grande agonia per l’intero settore dell’Istruzione Pubblica Italiana.
I Governi siano essi di destra o sinistra, quando si tratta di combattere contro lo Stato nello Stato ovvero la mafia, tendono sempre a parlare di numeri, cifre, di sequestri di beni, di latitanti arrestati ecc. Si parla sempre delle carenze organiche e strutturali che caratterizzano le forze dell’ordine nonchè la magistratura impegnata a contrastare a livello repressivo la mafia.
Ma si parla sempre di repressione legalitaria.
Come sarà noto ai più, la mafia, sia essa quella calabrese, siciliana, pugliese, campana ecc, che è ben radicata nel nord italia da anni, è prima di ogni cosa un fenomeno culturale. Sin dal tempo della frequenza delle scuole medie i ragazzi, parenti dei mafiosi, figli dei mafiosi, tendono ad evidenziare il loro status ricattando docenti e compagni di scuola. Anche con la violenza.
Lo status del mafioso, onore e rispetto.
Ecco l’ Omertà.
Il timore.
Il silenzio.
La mafia avanza.
La mafia governa le paure.
La repressione non potrà mai da sola sconfiggere la mafia, ciò è follia,ciò è illusione. Certo colpire le mafie direttamente nelle loro “tasche”, è una gran cosa, ma ripeto,ciò non è utile per reprimere totalmente il fenomeno mafioso.
La scuola pubblica ha il dovere etico e morale di colmare questo vuoto e stato d’ignoranza diffusa affermata e radicata in determinate aree territoriali.
La c.d cultura della legalità diffusa nelle scuole tramite alcune iniziative istituzionali caratterizzate per esempio dal regalo di matite “antimafia” agli studenti, dall’organizzazione di convegni presso scuole di polizia, con l’intervento, quando succede, nelle scuole stesse dei magistrati che combattono la mafia, può essere definito come utile ed efficace strumento per contrastare a livello culturale e sociale la mafia?
Ovviamente no.
In questo paese la lotta alla mafia è stata quasi integralmente “affidata” alla repressione di Stato nello Stato.
Alla repressione legalitaria gestita dalla forze dell’Ordine.
Contrastare la falla mafia con il tampone limitato e temporaneo della repressione legalitaria comporterà presto l’esplosione della maledetta falla mafia.
Quale miglior modo per contrastare la mafia se non investendo nella Scuola Pubblica Italiana?
I soldi ci sono, dice con orgoglio il Ministro Maroni.
Io ripeto che la mafia esiste.
La mafia è estesa in tutto il paese.
La mafia c’è.
Allora cari governanti, perchè non intervenire e destinare una buona parte di quelle enormi cifre sequestrate alla mafia al mondo dell’Istruzione? Quanti posti di lavoro salveremmo? Quanti edifici scolastici potrebbero essere, finalmente, strutturati a norma di legge? Quante carenze organiche, strutturali e qualitative potrebbero essere colmate con una sola minima parte di quei miliardi di euro sequestrati alla mafia? Investire nella scuola pubblica è l’unico modo per contrastare veramente la mafia. Investire nel personale docente, investire nelle strutture, investire per una scuola che riesca ad intervenire in situazioni di disagio sociale senza alcun timore, investire nella scuola per l’educazione ad altro senso di Stato e civiltà e forma mentis, è necessario, si deve.
Solo in questo modo è possibile contrastare il fenomeno mafioso.
Perchè se il tutto viene “gestito” solo come questione di repressione legalitaria allora vuol dire che del fenomeno mafia non si è compreso ben nulla.
Spero che questa riflessione non cada nel vuoto.

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