martedì 30 novembre 2010

India, accusa di 'sedizione' per la scrittrice Arundhati Roy

La denuncia è scattata per aver difeso in pubblico la causa kashmira. 
 

La scrittrice indiana Arundhati Roy, autrice di 'Il dio delle piccole cose' e 'Quando arrivano le cavallette', è indagata dalla polizia di New Delhi per 'sedizione contro lo Stato indiano', a causa di opinioni da lei espresse in un convegno sul Kashmir il mese scorso.
Lo riferiscono oggi i media locali, precisando che l'inchiesta è stata aperta in seguito all'ordine di un tribunale che la scorsa settimana aveva accolto la denuncia di un privato cittadino. La stessa imputazione riguarda anche il leader separatista Syed Ali Geelani, che nella stessa occasione aveva pronunciato un discorso a favore dell'autodeterminazione della popolazione del Kashmir.
Nel seminario, organizzato nella capitale indiana il 21 ottobre, la Roy aveva detto che "il Kashmir non è parte dell'India", sollevando vivaci reazioni da parte dei gruppi della destra nazionalista indù. Alcuni giorni dopo, in un comunicato da Srinagar, capoluogo della vallata mussulmana, si era difesa precisando di "avere detto quello che pensano milioni di persone e quello che altri commentatori sostengono da anni".
"Parlo a difesa della giustizia per il popolo del Kashmir che vive sotto la più brutale occupazione militare del mondo", aveva aggiunto ribadendo la sua posizione anti-indiana. In base al codice penale indiano, il reato di attività sediziosa è punito con la pena dell'ergastolo.
La Roy è da tempo nel mirino delle autorità di New Delhi soprattutto per la sua battaglia culturale a sostegno degli Adivàsi, le popolazioni tribali indiane, colpite dalle operazioni militari contro la guerriglia maoista 'naxalita', anch'essa difesa dalla scrittrice.


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