venerdì 21 giugno 2013

“IL PIANO DIFENSIVO DELLA MONSANTO”: L’INGANNO DEGLI OGM MONSANTO IN EUROPA


DI WILLIAM F. ENGDAHL 
Global Research 

Il 31 maggio i titoli di testa dei media mondiali erano simili a questo, preso da Reuters: “la Monsanto fa un passo indietro sulle colture OGM in Europa.” La fonte originale della storia è da attribuire a un giornale tedesco di sinistra, TAZ , il quale ha pubblicato estratti di un’intervista al portavoce ufficiale della Monsanto Germany. 

Stando a quel che si dice Ursula Lüttmer-Ouazane avrebbe dichiarato al TAZ che “Siamo arrivati alla conclusione che al momento non godiamo di largo consenso.” 

Questa sua osservazione ha fatto il giro del mondo e Reuters ha intervistato il portavoce aziendale della Monsanto il quale pare abbia detto,
“Venderemo i semi OGM solo dove possano godere del supporto dei coltivatori, dei politici e di una regolamentazione efficace. Siamo convinti che oggi tali requisiti si trovino solo in pochi paesi europei, in primis Spagna e Portogallo.” [1]
Prima che il mondo inizi ad aprire lo champagne e festeggiare la morte di OGM e relativi pesticidi quali il Roundup, vale la pena di osservare da vicino cosa è stato detto ufficialmente. 

Quello che dice la Monsanto stessa 
Una visita al sito ufficiale della Monsanto Germany mostra un comunicato stampa in riferimento alle affermazioni dei media:
“Aktuell überschlagen sich die Medien mit der Nachricht, dass Monsanto die Vermarktung von gentechnisch verbessertem Saatgut in Deutschland und Europa eingestellt haben soll. 
Das stimmt so nicht. Monsanto bietet schon seit einigen Jahren nur dort gentechnisch verbesserte Sorten an, wo ein funktionierendes Zulassungssystem und breite Unterstützung auf landwirtschaftlicher und politischer Ebene für die Technologie vorhanden ist. Aber grundsätzlich ist es richtig, dass Monsanto sich in Deutschland und Europa auf die Züchtung und Verkauf von konventionellem Saatgut und Pflanzenschutzmitteln konzentriert.” [2]
Che fondamentalmente dice:
“In questo momento i media sono inondati di notizie sul fatto che la Monsanto stia interrompendo il commercio di semi OGM in Germania e in Europa. Ciò non è esatto…”
E sul sito principale della Monsanto a St. Louis, appare la seguente affermazione:
“Andiamo forti nella vendita di mais convenzionale di alta qualità, di olio di semi di colza, e semi vegetali presso i nostri clienti coltivatori in Europa. Per diversi anni abbiamo detto alla gente in Europa che avremmo venduto semi biotech solo dove avrebbero goduto del consenso di coltivatori e politici e dove ci fosse stato un buon sistema regolatorio. Tali requisiti si trovano solo in pochi paesi europei oggi, in primis Spagna e Portogallo. Come ha detto al Financial Times nel 2009 Hugh Grant, il nostro amministratore delegato, “l’Europa prenderà le sue decisioni nel tempo che le ci vorrà.” L’unico prodotto OGM coltivato in Europa oggi è un mais resistente alla Piralide del mais, un insetto in grado di fare danni considerevoli alle coltivazioni. La sua coltura rappresenta meno dell’ 1% di tutte le coltivazioni in Europa (per ettaro). [3]
Entrambe le affermazioni meritano maggior attenzione. 

Per prima cosa la dichiarazione dalla Germania differisce dalla versione statunitense. Essa respinge come false le notizie della stampa sull’aver interrotto il commercio di OGM nell’ UE. 

Secondo, la loro affermazione sul concentrarsi sulla coltura e la vendita di semi convenzionali e prodotti chimici per la protezione delle piante non è altro che una descrizione dell’attuale status delle vendite Monsanto in Europa, niente di più. A causa del limitato uso fino ad ora di semi OGM della Monsanto nell’UE, il business dell’azienda si concentra ovviamente dove fa più soldi. 

Peraltro, i cosiddetti “prodotti chimici protettivi” a cui si riferisce la Monsanto principalmente altro non sono che il suo erbicida Roundup, che per contratto con i coltivatori deve essere per forza venduto assieme ai semi OGM della Monsanto, ma che è anche il killer di erbacce numero uno venduto in Europa e nel mondo. E’ stata inoltre provata la tossicità del prodotto persino per le cellule embrionali umane. 

Le dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti contengono importanti differenze. Innanzitutto non danno nessun indizio di cambiamenti nella politica della Monsanto nei confronti della diffusione degli OGM nell’ UE. Dice esplicitamente che continueranno a venderli in Spagna e Portogallo, entrambi paesi dell’Unione Europea. Cita il presidente Hugh Grant, da non confondersi con l’attore di Hollywood, per indicare che la compagnia si aspetta un cambio d’opinione dell’ EU sull’accettazione dei suoi OGM. Infine cita il presente stato delle sue coltivazioni di OGM in Europa. Niente di più. Nessuna frase sul fermare gli OGM in Europa. 

Un tempismo sospetto … 

Eppure per la maggior parte della gente che non ha il tempo di cercare le dichiarazioni ufficiali della Monsanto ma guarda appena i titoli di testa di Reuters o TAZ, il messaggio recepito è che la Monsanto abbia cessato i suoi sforzi per far proliferare i semi OGM nell’ Unione Europea. Il tempismo dell’intervista del TAZ sembra suggerire una campagna promozionale di difesa ben orchestrata dalla Monsanto. L’articolo originale di TAZ, di Jost Maurin, è apparso lo stesso giorno, il 31 Maggio, meno di una settimana dopo la Marcia contro la Monsanto, una dimostrazione di protesta mondiale, tenutasi in più di 400 città in 52 stati nel mondo. [4] L’articolo di TAZ, poi usato come modello da tutti gli altri media, apparve sotto il fuorviante titolo: Sieg für Anti-Gentech-Bewegung: Monsanto gibt Europa auf (Vittoria per il movimento anti OGM: Monsanto abbandona l’Europa.) 

La Marcia contro Monsanto è stata notevole per diversi aspetti. Piuttosto allarmante per la Monsanto ed il cartello degli OGM è il fatto che la manifestazione è stata la prima non organizzata da organizzazioni non governative anti OGM quali Greenpeace o BUND o Friends of the Earth. In Germania dove questo autore ha partecipato come speaker durante uno degli eventi, il tutto è stato organizzato da degli attivisti via facebook. Ma le organizzazioni non governative che si oppongono ufficialmente agli OGM non sono state in nessun luogo viste quali sponsor o organizzatori attivi dell’evento. 

Tale Marcia ha posto a Monsanto & friends con un nuovo spaventoso problema, il pericolo che la protesta possa diffondersi e rendere la vita degli OGM ancora più difficile in Africa, Cina, America Latina e ovviamente in Europa occidentale ed orientale. Tutto suggerisce che il tempismo perfetto dell’ intervista del TAZ, un giornale apertamente sinistroide ed anti OGM, fosse un ben orchestrato tentativo di “gestire le impressioni”, e smorzare il vento che gonfia le vele del sentimento anti OGM in Europa e nel mondo. Per il momento la Monsanto ha ottenuto una vittoria nella propaganda, dal momento che l’opinione pubblica ha preso per buona la notizia della ritirata. Come nota un oppositore di vecchia data degli OGM Monsanto, ci sono tutti i segnali di un’astuta campagna pubblicitaria, “come una tattica alla Burson & Marsteller che si applica a varie pratiche controverse, e una delle ragioni per cui funziona è che ci vuole molto tempo per far crescere l’energia dei consumatoriattivisti e mobilitarli, mentre le strategie della compagnia necessitano poco tempo per essere attuate…” 

Ciò che la Monsanto non ha fatto, è stato ritirare dal commercio il suo mais OGM dall’ UE, nonostante degli schiaccianti studi scientifici indipendenti, condotti su 200 ratti nell’arco di due anni, che mostravano drammatici incrementi nella formazione di cellule tumorali, della percentuale di mortalità e dei danni agli organi se nutriti con mais OGM trattato con l’erbicida della Monsanto Roundup. [5] 

Inoltre, la Monsanto ammette apertamente di stare portando il proprio commercio di semi nell’ Europa dell’Est, sebbene menzioni solo semi convenzionali. Il vice presidente degli affari internazionali della Monsanto, Jesus Madrazo, ha affermato che la compagnia si è concentrata sul guadagnarsi una quota nel mercato dei semi convenzionali in Ucraina, e che l’Europa dell’Est e il Sud America sono le aree di crescita numero uno per la compagnia. 

Successivamente negli USA, è trapelato che la Monsanto ha collaborato direttamente col suo apparentemente preferito senatore, Roy Blunt, un repubblicano dello stato natale della Monsanto,non che dello stato che maggiormente accoglie le campagne finanziarie della stessa, il Missouri, per buttare giù un’ oscuro paragrafo che Blunt avrebbe poi inserito in un provvedimento finanziario, un colpo che esenta la Monsanto dal venire denunciata per ogni danno causato dai suoi prodotti. [6] 

Chiamata dai suoi detrattori la “Monsanto Protection Act”, la proposta di legge è passata inosservata sotto gli occhi apparentemente inconsapevoli di diversi membri del Congresso, firmatari della stessa finanziaria in cui era presente tale proposta. Reso legge dalla firma di Barack Obama, nonostante le migliaia di proteste, il nuovo decreto essenzialmente da alla Monsanto ed ai fornitori di OGM l’ immunità legale, anche qualora una ricerca dimostrasse che i semi OGM arrecano consistenti danni alla salute, cancro, etc. La corte federale non ha più alcun potere per fermarne la diffusione, l’uso e la vendita. [7] Le uniche altre società con una così oltraggiosa immunità legale sono le industrie farmaceutiche che producono i vaccini. 

Quello che abbiamo è un’ immagine piuttosto differente dalla storia riferita da TAZ, e poi data per buona in maniera acritica dalla maggior parte dei media nel mondo. La Monsanto, per sua stessa ammissione, non ha cessato il commercio dei suoi prodotti nell’ UE. Non ha cessato di importare i suoi fagioli di soia e il suo granturco geneticamente modificati nei paesi in cui è riuscita a raggirare le leggi europee in materia. 

La Monsanto afferma inoltre di starsi concentrando nel tirare su un mercato nell’ Europa dell’ est, dove spesso le regolamentazioni sono più “rilassate”, e nella notoriamente corrotta Ucraina. Nemmeno negano la promozione di OGM, quanto piuttosto esprimono il loro positivo interesse per i semi ordinari. In parole povere, i giochi geopolitici dietro la società e la loro voglia di avere il controllo sui semi più importanti sono decisamente troppo grandi perché la compagnia alzi la bandiera bianca e si arrenda così facilmente. 

Un precedente 

C’è un precedente importante per questa mossa difensiva della Monsanto. Nel 1999, dopo mesi di crescita dei movimenti anti Monsanto, poiché questa aveva fatto un tentativo di rilevare la compagnia del Mississippi Delta & Pine Land al fine di acquisirne un brevetto di un nuovo radicale metodo di coltura di OGM chiamato ufficialmente GURTS (Genetic Use Restriction Technology), non ufficialmente Tecnologia Terminator. La Delta aveva avuto il brevetto per il Terminator assieme alla società governativa USDA. Tale tecnologia forzerebbe un seme o pianta geneticamente modificato a “commettere suicidio” dopo un solo raccolto, obbligando l’agricoltore a tornare dalla Monsanto ogni anno per comprare nuovi semi, indipendentemente dal prezzo o dalla disponibilità. 

L’idea della “Terminator”, minacciava di far deragliare tutto il giovane progetto degli OGM sin dall’inizio, tanto che il presidente della Rockfeller University e sponsor OGM e presidente della Rockfeller Foundation, Gordon Conway, corse a far visita al consiglio della Monsanto per convincerli a fare una ritrattazione al fine di limitare i danni a un già fragile campagna promozionale degli OGM. La Monsanto annunciò sorprendentemente che non avrebbe continuato la “commercializzazione” della tecnologia Terminator e mollò l’affare con la Delta & Pine Land, detentrice del brevetto. Le organizzazioni non governative anti OGM la considerarono un’enorme vittoria e non se seppe più niente per sette anni, fino a che, senza nessuna fanfara, nel 2006 la Monsanto annunciò di stare acquisendo la tecnologia dalla co-proprietaria del brevetto Delta & Pine Land. Questa volta non si sentì quasi un fiato dalle lobby anti OGM. Avevano perso il loro slancio e l’affare era andato avanti. [8] 

Rimane da vedere se le forze per un’agricoltura sana e anti OGM saranno oggi così ingenue come nel 1999. 

F. William Engdahl
Fonte: www.globalresearch.ca 
Link: http://www.globalresearch.ca/the-monsanto-protection-plan-monsantos-deception-game-on-gmo-in-europe/5337502 
4.06.2013

Tradotto per www.comedonchisciotte.org da STEFANO GRECO Note 

[1] Reuters, Monsanto backing away from GMO crops in Europe, May 31, 2013, accessed in http://in.reuters.com/article/2013/05/31/monsanto-europe-idINL2N0EC1B720130531 
[2] Monsanto Germany Press Release, Stellungnahme zur Vermarktung von gentechnisch verbessertem Saatgut in Europa, May 31, 2013, accessed in http://www.monsanto.com/global/de/news-standpunkte/Pages/vermarktung-von-gentechnisch-verbessertem-saatgut-in-europa.aspx 
[3] Monsanto, Monsanto Position on GM Cultivation in Europe, accessed in http://monsantoblog.com/2013/05/31/monsanto-position-on-gm-cultivation-in-europe/ 
[4] Jost Maurin, Sieg für Anti-Gentech-Bewegung: Monsanto gibt Europa auf, TAZ, 31.05.2013, accessed in http://www.taz.de/Sieg-fuer-Anti-Gentech-Bewegung/!117205/ 
[5] F. William Engdahl, Saat der Zerstörung, 2013 Neue Auflage, Kopp Verlag. 
[6] RT, Obama signs ‘Monsanto Protection Act’ written by Monsanto-sponsored senator, RT.com, March 28, 2013, accessed in http://rt.com/usa/monsanto-bill-blunt-agriculture-006/ 
[7] Ibid. 
[8] F. William Engdahl, Monsanto Buys ‘Terminator’ Seeds Company, Global Research, August 27, 2006, accessed in http://www.globalresearch.ca/monsanto-buys-terminator-seeds-company/3082

2 commenti:

  1. Tema che ogni volta di più mi convince che l'unica strada per liberarsi dagli ogm è...l'auto-produzione. Ci vuole tempo, per riorganizzarsi su scala individuale o per piccoli gruppi, ma credo che solo smettere di acquistare frutta, verdura e perfino cereali ai supermercati e finanche ai mercati, sia l'unico modo di far fallire colossi come la Monsanto. Diversamente, non c'è certificazione che tenga: finché un solo contadino con il problema di far rendere il proprio campo, il rischio di cedere alla tentazione degli ogm esisterà per lui e quindi per tutti.
    Che poi, "rendere", con gli Ogm, è un'illusione, visto il ciclo perverso per cui dopo un tot il terreno si inaridisce e su quel campo npon tiri fuori che la linguadalla sete.
    Ci vuole tempo, è un processo lento e difficile, ma bisogna arrivare all'autoproduzione, non c'è altro modo.

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    1. Sono d'accordo Ross, anche se come giustamente dici tu, questo non può essere un processo "avulso" da un contesto più ampio. L'auto produzione deve diventare una scelta socialmente condivisa e questo non è facile. Perché attorno a noi molte coscienze si dovranno svegliare...affinché questo avvenga. Infatti una soluzione che comprenda solo una persona o un gruppo, rischierebbe di divenire scarsamente attuabile e poco incisiva. Non sarà affatto semplice, perché il mondo è "pensato" a loro misura e la società dei consumi facilita loro la strada, ma rendersi "indipendenti dal punto di vista alimentare è fondamentale e l'auto produzione è la risposta.
      Namasté

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