giovedì 2 marzo 2017

Alienazioni...?

Il nostro sistema e pregno di perbenismo, di regole e regolette, di luoghi comuni condivisi che divengono la “norma”.

Una visione bigotta e moralista che rifiuta di evolversi con il tempo che passa. Un muro rassicurante a difesa di quello che definiamo giusto, bello e normale.

Nessuno sa e soprattutto vuole sedersi dalla parte del torto. Anzi!

Tutti appaiono convinti che sia giustificabile anche la violenza al fine di piegare un uomo alle regole della società.

Quello che abbiamo fatto, con quella che definiamo anormalità o border line o ancora alienazione, è davvero indice della follia stessa che ci attanaglia e della paura di tutto ciò che è diverso e altro rispetto al nostro mondo perbene ed ordinato... al nostro porto tranquillo e socialmente riconosciuto in cui ci insegnano a rifugiarci durante le tempeste della nostra vita.

R.B.
Foto(di)vagando

6 commenti:

  1. "Tutti appaiono convinti che sia giustificabile anche la violenza al fine di piegare un uomo alle regole della società." Non tutti, ci sono eccezioni. Per quanto riguarda il trattamento di persone con problemi della mente, ci sono alcuni soggetti che lottano e si impegnano per una terapia non fatta solo di psicofarmaci e contenimento ma anche e soprattutto di ascolto del paziente. Uno di questi è Piero Cipriano autore anche di tre libri molto interessanti su questi temi.

    PS: io non so se in primis ho centrato l'argomento del tuo post , in caso contrario me ne scuso, e poi non so se questo commento che già ti avevo inviato ora diventa un doppione oppure ti giunge in prima istanza. Cmq sia scusa per questo piccolo inconveniente.

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    1. Non proprio centrato, ma sfiorato sicuramente (riferito al post scriptum)... Vero, Cipriani e Basaglia, anche! Uomini che hanno tracciato un solco, ma io parlavo del "sentire" comune e del gioco all'alienazione nei confronti, per esempio, di ciò che non si comprende o che è altro dal gregge. Ovviamente poi ci sono anche scienziati serissimi e d'assoluto spessore che trattano l'argomento alienazione con competenza e compassione, precursori del modo di pensare che io stessa adotto... e meno male! :)

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  2. Oramai oggi ciascuno (non tutti) coltiva il proprio orticello, difende il proprio habitat piccolo o grande che sia ed è vero è pieno di pregiudizi e paure verso tutto ciò che è diverso da lui. Chi è fuori dal coro viene isolato,ma in fondo è stato sempre così soltanto che adesso questo accade con una maggiore ferocia fin da piccoli (pensa al bullismo). Chissà se sono rientrato un po' di più dentro alla ratio del tuo post :-)))

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    1. ahahah centrato in pieno questa volta!... Inutile dire che mi trovi completamente d'accordo ;))

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  3. C'è un termine che mi ha seguito da sempre:"sei strana tu!". Con l'aggiunta del "non parli mai di cose normali". Ti dico questo, mi perdonerai, non per presenzialismo che non mi appartiene, ma per dirti che le tue parole hanno molto significato per me.
    Le cose normali sono poi, per ridurle all'osso, parlare degli altri, raccontare "fatti", curiosare nelle vite altrui, ovvietà stucchevoli. Nel momento in cui parli di "idee" metti in discussione le baggianate che rifilano, ecco allora sei "alieno", ma sei sei diretto a domandare "perchè sono strano", non sanno risponderti. A volte penso che questo secolo ha generato la peggiore droga, quella che mette a riposo il pensiero, la curiosità, il mettere in discussione... Strani si diventa, e menomale.

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    1. E, a volte, aspetti un sacco di tempo per un commento così. Grazie Santa! :)
      Ottime argomentazioni, sono d'accordo è esattamente il senso e lo spirito del mio post. La droga è composita, passa dai media e si estende alla filosofia di fondo della società dei consumi e dell'obsolescenza programmata (anche spirituale). L'arma è la paura, l'esclusione, l'isolamento ... la gente è terrorizzata dall'inconsueto, l'altro ed il diverso; ama la ripetitività, la tranquillità del banale, la normalità.
      Se ti discosti spaventi e se spaventi sei pericoloso, infettivo e malato.

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